Ginger (o Sandy), un gatto di guerra

Durante la Prima guerra mondiale furono circa 500.000 i gatti presenti al fronte, nelle trincee e sulle navi di guerra.

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Il loro compito ufficiale in entrambi i casi era quello di dare la caccia ai topi, benché alcuni fossero utilizzati anche come rilevatori di gas venefici. I doveri militari non ne esclusero, tuttavia, la loro adozione in qualità di mascotte e animali di compagnia.

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I soldati e i marinai consideravano la loro presenza e vicinanza di buon auspicio, una sorta di porta fortuna a quattro zampe in grado di proteggere gli umani. Era consuetudine per i militari portare con loro i gatti, ad esempio nelle lunghe traversate oceaniche che condussero le armate australiane in Europa. E tanti furono i gatti adottati nei paesi stranieri, lungo i fronti dove si trovarono a combattere.

Queste e altre storie sono le protagoniste di “Animali nella Grande Guerra”, un eBook bilingue italiano-inglese, di cui è in corso la campagna di raccolta fondi, affinché possa essere distribuito gratuitamente.

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